Jeanne Nadaud, “Fatinitza” e quella cosa sulle ventitré

Non l'ho fatto apposta ma è davvero bizzarra la fotografia alla quale è capitato l'indubbio onore di essere siglata, all'ingresso in collezione, con il numero di inventario 500. Si tratta di una cabinet card di Nadar, dipinta a mano (ci tornerò) e raffigurante due signorine in abito orientale, una delle quali con un armamento in... Continue Reading →

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