Wagner a Venezia, e un’ex-primadonna dalla fervida fantasia

Centotrentadue anni e un giorno sono passati da quel 13 febbraio 1883 che vide, in un appartamento della veneziana Ca' Vendramin Calergi sul Canal Grande a San Marcuola, la dipartita da questo mondo di Richard Wagner. Il compositore, accompagnato dalla moglie, dai figli e da un po' di domestici, era arrivato a Venezia nel settembre... Continue Reading →

La rivelazione di Tancredi

Una delle mie letture più ricorrenti da ragazzino era la monumentale Storia della musica di Andrea Della Corte e Guido Pannain. Dire lettura è dire un po' troppo: quello che facevo era passare ore seduto a sfogliare uno o l'altro dei tre pesanti volumi rilegati in tela grigia, leggiucchiando qualcosa qua e là ma soprattutto imprimendomi... Continue Reading →

A capodanno vince la Sassonia

Lo so che sembro un disco rotto, ma ogni anno il concerto della Fenice mi manda in depressione. La fotocopia casereccia di quello di Vienna, i ballettini e i vapensiero mi sembrano anno dopo anno un patetico "vorrei ma non posso", un tentativo dispettosetto di farsi belli riciclando un'idea da altri partorita e altrove da... Continue Reading →

Dame Felicity, incantevole e leggera

Dall'altra volta che sentii una DBE (Dame of the British Empire) a Venezia sono passati quasi trent'anni. Eravamo al Malibran, erano gli anni che la Fenice era un grande teatro, io ero giovane e sul palcoscenico c'erano Joan Sutherland e, al pianoforte, Richard Bonynge. Sono ricordi che restano. Questa sera, invece, nella saletta affrescata del... Continue Reading →

Mrs. Larmore, chiedo scusa

Devo fare un po' di mea culpa. In passato e in altri consessi ho trattato Jennifer Larmore con un po' di sufficienza, considerandola una buona cantante ma di secondo piano rispetto ad alcuni altri mezzosoprani della sua generazione. Che fosse brava era innegabile, ma mi pareva che le mancasse quella quinta marcia che ogni tanto... Continue Reading →

Emmanuel Ceysson per 80 fortunati

C'è un posto incredibile a Venezia, sconosciuto a tanti, in anni recenti recuperato da una benemerita fondazione che vi ha istituito il proprio Centre de Musique Romantique Française. Al Palazzetto Bru-Zane si accede da uno di quei giardini nascosti da un alto muro di cinta, spesso invisibili ai passanti. Piccolo edificio costruito a servizio del... Continue Reading →

Lodoïska, Cherubini e la palpebra pesante

Non ho dormito, no, a questa Lodoïska konzertant, come si dice in Germania. Ma nonostante la buona esecuzione sono uscito dal teatro chiedendomi cosa ci sentissero i parigini per fare tanto strepito nel 1791. E il pubblico di tutta Europa, che se la delibò almeno fino al 1850. E Beethoven, Schubert, Mendelssohn, che pare ne andassero... Continue Reading →

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