Emma Albani, seconda a una soltanto

Non credo che Emma Albani, Dama dell'Impero Britannico amatissima dalla Regina Vittoria, sia stata qui ritratta il giorno delle sue nozze, che sono certamente avvenute parecchi anni prima di questa fotografia. E' che, come ho già avuto altre volte occasione di dire, esistevano nell'Ottocento marcate differenze nei modi in cui le opera stars di sesso... Continue Reading →

Sir John Martin-Harvey, Amleto senza stravaganza

E chiudiamo questo quartetto di britannici shakespeariani con l'Amleto di Sir John Martin-Harvey, che fu attore di vastissima popolarità ma conquistata a fatica e, bisogna dirlo, più in provincia che non a Londra. E pure quando tentò la carta dell'America si trovò a godere di molta maggior fortuna in Canada che non negli Stati Uniti.... Continue Reading →

Henry Ainley, shakespeariano di larghe vedute

Restiamo nella produzione di Henry VIII di Shakespeare che Herbert Beerbohm Tree mise in scena all'His Majesty's Theatre nel 1910. In questa cartolina della stessa serie delle precedenti vediamo il Duke of Buckingham di quelle recite, ovvero Henry Ainley (1879-1945), interprete di prestigiosa carriera con una spiccata specializzazione nei ruoli shakespeariani, a partire dal suo... Continue Reading →

Madge Kendal, paladina della morale

Si chiamasse Frau Fluth o Mrs Alice Ford, si esprimesse cantando o recitando, sembrerebbe che l'immagine della principale delle allegre comari insidiate da John Falstaff fosse un tempo inseparabile da quella di un cornuto copricapo. Mi sembra carino mostrare questa divertente cartolina a ruota della cabinet card del post precedente. Essa mostra Madge Kendal (1848-1935),... Continue Reading →

Enchanting Zelia Trebelli

A vederla come appare nel ritratto che ho mostrato nell'ultimo post, infiocchettata e appesantita dall'ingombrante ammasso di toupet, facciamo un po' fatica a capire come Hermann Klein, probabilmente il più grande critico vocale della Londra vittoriana, potesse definire bellissima Zelia Trebelli. Lo capiamo immediatamente, invece, guardando questa splendida cabinet card di Elliott & Fry, la... Continue Reading →

Madame predilige il travesti

Poiché la migliore delle pietanze ha solo da guadagnare dalla presenza di un adeguato antipasto, ho pensato di far precedere la pubblicazione della fotografia che starà nel prossimo post (uno dei pezzi da quaranta della mia modesta raccolta) da questa graziosa carte de visite del fotografo londinese Downey, che ci presenta una cantante oggi pressoché... Continue Reading →

Zaré Thalberg e il suo segreto

Dietro a questa graziosa carte de visite dello studio londinese Elliott & Fry si nasconde - chi lo direbbe? - un viluppo inestricabile di domande senza risposta, di informazioni monche e discordanti fra loro, di fatti con ogni probabilità consapevolmente alterati. Tutto ciò fa sì che a dispetto di una notorietà che se ebbe poca durata fu... Continue Reading →

Nellie Melba uno e due

Nelle autobiografie delle primedonne, poco importa se vissute all'ombra del Kaiser Guglielmo o della Regina Vittoria, avvengono delle sparizioni. Spariscono gli amanti, e possiamo anche capire perché, spariscono però spesso anche mariti e figli. Spariscono volentieri le colleghe, spariscono le ore di studio e di duro lavoro, spariscono quasi del tutto il teatro e la... Continue Reading →

Come muore una diva

Thérèse Tietjens visse solamente quarantasei anni, trenta dei quali passati sul palcoscenico in quella che per molti fu la carriera del più importante soprano drammatico dell'Ottocento. Nel suo The victorian Prima Donna, Hermann Klein la definisce la vera erede di Jenny Lind, non per inesistenti affinità vocali ma perché la Titiens (come veniva comunemente chiamata in Inghilterra)... Continue Reading →

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