Nellie Melba uno e due

Nelle autobiografie delle primedonne, poco importa se vissute all'ombra del Kaiser Guglielmo o della Regina Vittoria, avvengono delle sparizioni. Spariscono gli amanti, e possiamo anche capire perché, spariscono però spesso anche mariti e figli. Spariscono volentieri le colleghe, spariscono le ore di studio e di duro lavoro, spariscono quasi del tutto il teatro e la... Continue Reading →

Cio Cio San con l’ombrello

Dicevo nel post precedente che l'autobiografia del direttore d'orchestra inglese Henry J. Wood (1869-1944, il creatore assieme a Robert Newman dei Proms) è un pochino meno interessante di quanto mi sarei aspettato, limitandosi per la maggior parte all'illustrazione delle lussureggianti stagioni sinfoniche da lui dirette alla Queen's Hall e in alcuni festival britannici. Wood era... Continue Reading →

Anche stasera, Mattioli?

Arrivo, come al solito, molto tardi. I miei tempi di reazione alle novità sono in genere lunghi ma questa volta sono entrati in gioco anche altri fattori, che non è il caso di riferire qui perché non è poi vero che le proprie debolezze vadano sempre messe in piazza. Sta di fatto, però, che solo... Continue Reading →

La tragedia del grande tenore

Nelle linee generali la storia la sanno tutti: privato del suo trono di primo tenore all'Opéra di Parigi, Adolphe Nourrit se ne andò a Napoli e dopo vani tentativi di trasformare la propria vocalità secondo i canoni del nuovo gusto romantico, travolto dalla depressione si gettò dall'ultimo piano della sua casa la mattina dell'8 marzo... Continue Reading →

Putting the record straight

Quello di John Culshaw è un nome familiare a chi è nato e cresciuto nell'era del long playing, quando gli album che accompagnavano i dischi nel cofanetto erano grandi abbastanza da essere leggibili e anche se non venivano letti (visto che erano quasi sempre in inglese o tedesco) erano comunque sfogliati a lungo e almeno... Continue Reading →

La vestale del Walhalla

Quando Richard Wagner morì, Cosima aveva 47 anni e altri 45 gliene restavano da vivere. Li avrebbe trascorsi per la maggior parte nell'inespugnabile feudo di Bayreuth a costruire il mito del suo Festival, a tiranneggiare le figlie, ad adorare senza condizioni l'unico figlio maschio e a gestire una imponente corrispondenza.Non è facile arrivare in fondo... Continue Reading →

Uno sguardo guglielmino sul mondo

Mi aspettavo di trovare qualcosa di più nelle seicento e passa pagine dell'autobiografia di Lilli Lehmann (1848-1929), anche se sono ormai rassegnato al fatto che le cose veramente interessanti nelle autobiografie bisogna andarsele a cercare con pazienza, fra le righe e magari nel non detto. Ora, però, da un tomo di tal fatta di uno... Continue Reading →

Addio, fiorito asil

Per cominciare un avviso: il sottotitolo Il melodramma italiano da Rossini al verismo è sbagliato e fuorviante. Messa così, sembrerebbe che il libro sia un compendio organico di storia dell'opera italiana, o comunque una raccolta di scritti che questa storia la delineano. Invece il libro è diviso in due: raccoglie prima uno scritto già pubblicato... Continue Reading →

Quella sera alla Scala

Per anni Pier Maria Paoletti si è occupato di cose musicali e teatrali, prima al "Resto del Carlino", poi al "Giornale". Per vent'anni ha scritto sul "Giorno" soprattutto di teatro d'opera, seguendo fino al 1980 tutte le tournée del Teatro alla Scala. Toti Dal Monte (La cantava come me, la Lina [Pagliughi], con la mia... Continue Reading →

Discepolo e maestro

Lo vedo ancora davanti a me, durante una prova d'orchestra del Crepuscolo degli dei, precipitarsi giù dal podio verso l'angolo delle trombe e dei tromboni per provare con loro, con particolare insistenza, un pezzo della Marcia funebre, e salire poi rapidamente, usando la sedia di un contrabbasso, dall'orchestra al palcoscenico, per dare suggerimenti che sarebbe... Continue Reading →

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