Marie Renard e la foto galeotta

Era bellina Marie Renard. Piccolina e paffutella, doveva fare una bellissima figura sul palcoscenico della Hofoper di Vienna, sul quale trascorse la maggior parte della carriera. Leggendo la lista dei ruoli interpretati su quelle assi pensiamo che Cherubino e Despina dovevano sembrare fatti apposta per lei, e ce la immaginiamo anche perfettamente a suo agio... Continue Reading →

Victor Capoul e le varianti della foglia d’acanto

Mi è appena arrivata questa bella cabinet card dell'atelier viennese Adèle che mostra uno dei millemila ritratti che Victor Capoul si è fatto realizzare da fotografi di mezza Europa nel corso della propria carriera di cantante. Capoul, ormai l'ho scritto fino alla noia, fu il più elegante dei tenori, sul palcoscenico e fuori. Anche questa... Continue Reading →

Marie Gutheil-Schoder, Louise per Gustav Mahler

Almeno quattro altre volte mi sono occupato di Marie Gutheil-Schoder, multiforme genio musicale, prediletta da Gustav Mahler e concreta dimostrazione che quasi sempre il cervello, la musicalità, la cultura e tutto quello che trasforma un normale essere umano in un artista di rango superiore sono ciò che fa la differenza, anche quando, come nel suo... Continue Reading →

Feodor Chaliapin, “cantava come Tolstoj scriveva”.

Fu un vero pezzo da novanta questo signore un po' dandy e un po' gentiluomo di campagna che con studiata naturalezza guarda diritto nell'obiettivo, manifestando una lunga consuetudine con lo stare davanti alla macchina fotografica. Chissà chi gli ha fatto questo bel ritratto, montato su un cartoncino decorato ma anonimo, che ho comperato parecchi anni... Continue Reading →

Emma Eames e la dimenticatissima Zaïre

Succede sempre così, mi accingo a una nuova ricerca e invece di andare diritto per quella strada mi distraggo, apro parentesi, colgo indizi che mi fanno suonare campanelli su tutt'altre cose e finisco, tempo mezz'ora, per occuparmi di tutto fuorché dell'oggetto sul quale mi ero messo al lavoro. Questa volta è stato uguale: cercavo di... Continue Reading →

Hermann Winkelmann, Lohengrin per Gustav Mahler

Lo sguardo sognante di Lohengrin, incarnato - in questa cabinet card dello studio viennese Adèle - da Hermann Winkelmann, vale qui come timido auspicio per il futuro, al termine di un anno che, credo, vorremmo tutti poter dimenticare.Non potremo, naturalmente, né possiamo pensare che dal prossimo 1 gennaio qualcosa realmente cambierà: accontentiamoci di sperare che... Continue Reading →

Albert Saléza e il debutto tardivo di M. Lefebvre

A leggere quello che i giornali dell'epoca scrivono di lui, Albert Saléza deve essere stato un signor tenore. Fece infatti una carriera prestigiosa, divisa soprattutto fra l'Opéra di Parigi e il Metropolitan con ampie parentesi a Londra, Bruxelles e Montecarlo e fu spessissimo, all'epoca, oggetto di impegnativi paragoni con nientemeno che Jean de Reszke, soprattutto... Continue Reading →

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