Berta Morena primadonna a Monaco: Senta

La mia collezione ha subìto in un colpo solo un incremento del 20% quando, alcune settimane fa, ho acquistato da un altro collezionista un centinaio di fotografie, cabinet card ma soprattutto cartoline, di cui lui aveva deciso di disfarsi. Il materiale offerto era molto di più ma lui, con eccezionale disponibilità, mi ha fornito elenchi e immagini affinché io potessi fare la mia scelta ragionata e così, con un lungo e piacevolissimo colloquio via whatsapp, siamo arrivati a definire cosa sarebbe passato dalla sua collezione alla mia. All’inizio di settembre, poi, è avvenuto il passaggio fisico del malloppo, siglato da una cena piacevolissima in uno dei pochi ristoranti che a Venezia meritano ancora di fregiarsi di questo nome.
Non c’è bisogno di dire che sono tuttora immerso nella digitalizzazione e catalogazione di queste cento fotografie, fra le quali comincio anche a individuare pezzi che stanno in rapporto fra di loro, o che raggruppandosi possono raccontare storie organiche. Che è poi la cosa che mi piace di più. Mi è saltato subito all’occhio un gruppo di cartoline derivate da ritratti del fotografo Franz Grainer (1871-1948), aventi tutti come soggetto il soprano Berta Morena, che per un buon quarto di secolo fu una delle cantanti predilette del pubblico di Monaco di Baviera. Il primo che mostro la ritrae nel personaggio di Senta, visionaria protagonista del wagneriano Der fliegende Holländer o, come si usava chiamarlo da noi, Il vascello fantasma.

Nata a Mannheim nel 1877 (o 1878, si sa che la venuta al mondo delle primedonne resta sempre confinata in un alone di vago), Berta Morena fu dal 1898 fino al 1923 membro stabile dell’Opera di Monaco, che quando arrivò si chiamava ancora Hoftheater, cioè teatro di corte, e quando se ne andò era già Nationaltheater. La Morena vi debuttò come Agathe nel Franco cacciatore; grande wagneriana, fu dal 1901 presenza fissa degli annuali Wagner-Festspiele del Prinzregententheater, quelli che tanto facevano arrabbiare Cosima. Temo sia per questo motivo che non mi risulta essere mai stata chiamata a Bayreuth. Il suo repertorio fu molto vasto e in esso riuscirono a convivere ruoli altamente drammatici come le tre Brünnhilde, Santuzza o Kundry con altri più lirici come quello della francese Louise. Donna bellissima e grande attrice, ebbe anche una rilevante carriera internazionale, che la portò fino al Metropolitan dove cantò fra le altre cose la Leonore del Fidelio sotto la bacchetta di Gustav Mahler. L’uscita dal teatro di Monaco fu causata dal suo pessimo rapporto con il partito nazionalsocialista, la cui ascesa a Monaco già negli anni Venti condizionava fortemente la vita della città. Le amicizie, cui non era disposta a rinunciare, con artisti e intellettuali ebrei vennero punite con una pubblica denuncia, peraltro infondata, che lei stessa fosse ebrea. In seguito a ciò le fu addirittura impedito l’ingresso in teatro e le fu resa difficile ogni altra apparizione pubblica, l’ultima delle quali, un concerto wagneriano all’Odeon, ebbe luogo il 14 gennaio 1933. Continuò a lavorare a Monaco come insegnante di canto fino all’agosto del 1943, quando lasciò la città sotto le bombe per rifugiarsi a Rottach-Egern, un paese della Baviera dove sarebbe rimasta fino alla morte nel 1952.
Mi fermo qui con la prima puntata: seguiranno a brevissimo le altre con i restanti pezzi della serie.

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2 risposte a Berta Morena primadonna a Monaco: Senta

  1. ausdemspielberg ha detto:

    Buon per noi, Cavaliere, che lei abbia incrementato il suo cast di primedonne.
    Vorrà dire che noi, qui allo Spielberg, avremo di che leggere nelle cupe giornate invernali.
    Ma non ci prenda gusto all’uscita a rate delle sue storie: preferiamo perderci nelle sue lunghe e dettagliate ricostruzioni piuttosto che attendere, aggrappati alle sbarre della fortezza, l’arrivo di una nuova puntata.

    • Winckelmann ha detto:

      A volte le rate fan più effetto di una valanga di roba presa sulla coppa tutta in una volta. Qui mi pare che funzionino meglio di una monotona carrellata di ritratti di una stessa persona, solo diversamente agghindata. Stia comunque tranquillo: sia perché le puntate arriveranno a cadenza assai stretta, sia perché una delle mie lunghe sbrodolate è in preparazione.

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