Il Cavaliere nel 2020

Finalmente ci siamo, chiudiamo questo anno che non sarà sicuramente rimpianto da molti. Ci saremmo mai immaginati, dodici mesi fa, che nello spazio di qualche settimana avremmo dovuto familiarizzarci con cose dai nomi bizzarri e mai sentiti come lockdown, DAD, smart working, tampone, r con t, entità prima ignote che da un giorno all’altro avrebbero fatto irruzione nelle nostre vite, organizzativamente disintegrate?
Ovviamente speriamo tutti che l’anno nuovo ci porti a un passo significativo verso la conclusione dell’emergenza: se l’uomo fosse veramente pensante come sostiene di essere approfitterebbe di questa forzata lezione di vita per fare in modo di non ritornare a quel prima che, adesso lo vediamo bene, aveva ben poco per essere rimpianto. Sarebbe bello crederci ma non succederà, accetto scommesse.
Bando comunque alle tetre immagini e via alla galleria delle fotografie pubblicate in questi dodici mesi, poi ci si rivede sotto.

Una galleria bella lunga, quest’anno, che mi consente di saltare a piè pari la consueta geremiade su quanto poco scrivo, quant’ero più bravo una volta e così via. In realtà la quantità è data soprattutto dalle venti e passa immagini che a cadenza quotidiana, chiuso in casa attorno a Pasqua, ho pubblicato in forma di alfabeto. Tolte quelle, non è che la frequenza delle uscite sia aumentata, ma diciamo che va bene così.
La campagna di acquisizioni ha visto nell’anno la collezione aumentare di 34 unità, che per una raccolta basata sull’acquisto ponderato e non sulla razzia sistematica direi che è un buon numero. I lettori sono un pochino di più di quelli dell’anno scorso, sempre però ampiamente entro il limite consentito a un salotto per pochi e selezionati invitati.

Chiudo con l’augurio (che è quasi una certezza perché peggio di così è difficile andare) che il 2021 sia meglio del 2020. Ci si rivede, chi vorrà esserci, su questi stessi schermi.

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3 risposte a Il Cavaliere nel 2020

  1. Amfortas ha detto:

    Beh, auguri, che ti devo dire. Quest’oggi pubblicherò anch’io il consueto post di chiusura dell’anno. Con la speranza di potermi occupare di nuovo di musica.
    Ciao, Paolo

  2. gabrilu ha detto:

    Che meraviglia, Winckelmann, e che senso di straniamento mi dà, guardando le foto tutte insieme e tutte di fila, vedere tutti quegli elmi e quelle corna…una volta era normale, adesso fa (almeno a me) l’impressione di un mondo che non c’è più. Il mondo del teatro lirico è stato veramente stravolto in maniera impressionante.
    Ma comunque: il tuo blog è sempre una cornucopia di delizie, ed anche io faccio a te e a tutti i tuoi ospiti (ed a me stessa medesima) l’augurio che il 2021 costituisca almeno un momento di svolta positiva…

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