…così come Madame Carvalho è Margherita

Ho scritto più volte di quanta soddisfazione mi dia il riuscire, ogni tanto, a mettere in relazione fra loro due o più delle mie fotografie. Fra le due che sto per mostrare corrono esattamente dieci anni, dal marzo 1859 al marzo 1869 ma nonostante ciò sono strettamente legate non solo dal fatto di ritrarre la medesima cantante nel medesimo ruolo ma soprattutto perché documentano due tappe fondamentali della storia del caro, inossidabile Faust di Charles Gounod: la prima assoluta al Théâtre Lyrique e la ripresa, in una versione ormai notevolmente modificata, all’Opéra.

Nel marzo del 1859 la vita teatrale di Parigi era più eccitante che mai. Per limitarsi all’opera e ai teatri principali, all’Opéra faceva sensazione Hercolanum, kolossal archeologico ante litteram di Félicien David; al Théâtre Italien si fremeva nell’attesa, a un anno esatto dal suo sensazionale debutto a Parigi, della rentrée di Enrico Tamberlick in Il Trovatore, Otello e Les Martyrs; al Théâtre Lyrique ci si accapigliava per i biglietti per il revival, su cui nessuno avrebbe scommesso un franco, delle Nozze di Figaro. Libretto frusto e musica vecchia di sessant’anni, scriveva Le Ménestrel pieno di ammirazione per la lungimiranza con la quale il sovrintendente aveva saputo prevedere l’entusiasmo che questo Mozart avrebbe suscitato nel pubblico.
Condotto con grande fortuna da Leon Carvalho, il Théâtre Lyrique si trovava in un momento di autentico furore produttivo: mentre la sera sulla scena si alternavano con uguale fortuna le recite del riscoperto capolavoro e quelle di La fée Carabosse di Victor Massé, di giorno si lavorava alla preparazione della nuova opera di Charles Gounod, Faust. Fedele a un ideale di altissima qualità, Carvalho aveva preteso la massima cura per ogni aspetto di questa produzione e per il disegno di scene e costumi non aveva esitato a interpellare consulenti del calibro di Ingres, Delacroix, Horace Vernet e Gustave Doré. Delacroix soprattutto era assiduo frequentatore delle prove e aveva lasciato numerosi schizzi da utilizzare per la messa a punto della messinscena. Materiale che sarebbe stato religiosamente conservato da Carvalho negli anni a venire ma che sarebbe andato distrutto nell’incendio che nel 1887 si mangiò l’Opéra-Comique.
A capo di un cast composto da nomi ben noti nel panorama teatrale parigino stava infine Marie Caroline Miolan-Carvalho, non perché moglie del sovrintendente ma, molto semplicemente, in quanto una delle più grandi cantanti dell’Ottocento, francese e non. La vediamo qui in uno scatto che appartiene a una serie realizzata senza ombra di dubbio in occasione del debutto dell’opera di Gounod.

Sembra veramente un’apparizione fantasmatica questa Margherita dalle lunghissime trecce piazzata contro un neutro fondale chiaro, ma siamo veramente nella preistoria della fotografia industriale. Nel 1859 erano passati appena cinque anni da quando André-Adolphe-Eugène Disderi aveva brevettato il suo procedimento per la realizzazione delle carte de visite, quei piccoli rettangoli di nemmeno 6 x 9 centimetri che avrebbero immediatamente suscitato l’entusiasmo di nobili e regnanti da un lato e di attori e cantanti d’opera dall’altro, le due categorie che più di ogni altra amavano distribuire a sudditi e ammiratori i propri ritratti moltiplicabili in un numero potenzialmente illimitato di copie.
Dopo Mozart e Massé, Faust fu il terzo Bingo messo in fila da Carvalho in quella stagione. Nello stesso numero nel quale l’illustre musicologo Joseph Louis d’Ortigue pubblica la propria recensione dello spettacolo, Le Ménestrel riporta che

Al Théâtre Lyrique la biglietteria è letteralmente presa d’assalto per poter vedere e ascoltare Margherita. Le rappresentazioni di Faust suscitano una eccitazione analoga a quella delle Nozze di Figaro.

Sulle stesse colonne, d’Ortigue si dedica a una dettagliata analisi del lavoro, che gli suscita profonda ammirazione. Occupando tre pagine della rivista racconta anche con minuzia la trama, definisce superba la messinscena e loda senza riserve il tenore Barbot e il basso Ballanqué. Arrivato alla Miolan-Carvalho inserisce la quinta marcia e compone il canto di lode che ogni primadonna vorrebbe sentirsi dedicare:

Madame Milan-Carvalho ha dato vita, nel ruolo di Margherita, al personaggio poetico e incantevole di Ary Scheffer. Quando, nel prologo, appare accanto all’arcolaio, gli occhi bassi sul lavoro, la si direbbe una Santa Genevieve. La sua voce è la vibrazione dell’anima, dell’anima di Margherita felice dapprima della propria innocenza, poi felice di unire, come si illude per un istante, l’innocenza alla passione e infine distrutta e annientata nel pentimento.

E’ molto interessante il riferimento ad Ary Scheffer, pittore allora scomparso da pochi mesi che aveva tratto ispirazione dal Faust di Goethe per una nutrita serie di tele come questa Margherita all’arcolaio del Musée del la Vie Romantique di Parigi:

Certo che accostare questa angelicata raffigurazione alla signora con improbabile parrucca e trecce chilometriche mostrata dalla fotografia fa capire ancora una volta quanto, nella fruizione dello spettacolo teatrale, giocasse quella propensione alla trasfigurazione di cui ho già parlato in un precedente post che costituiva un aspetto cardine del teatro d’opera ed era nello spettatore ottocentesco sicuramente molto più sviluppato che in noi, poveri epigoni cresciuti alla scuola del più sterile e prosaico realismo.
Oltre a quella di Le Ménestrel, spulciando con santa pazienza gli sterminati archivi di Gallica ho trovato anche la recensione di Le Monde illustré, il cui critico si dimostra meno entusiasta di d’Ortigue nei confronti del valore della musica di Gounod (accattivante ma priva di verità, dice) ma si allinea con lui per quanto riguarda il peana nei confronti della Miolan-Carvalho:

Il ruolo di Margherita è una delle maggiori creazioni di Madame Miolan, che si è mostrata espressiva, toccante, appassionata. Madame Miolan non è solamente una grande cantante ma un’artista profondamente intelligente.

Al di là dell’opinione come sempre multiforme della critica, Faust registrò un enorme successo di pubblico. Iniziò immediatamente la propria vita sui palcoscenici d’Europa e con essa presero il via le trasformazioni della partitura, a partire dal rimpiazzo degli originari recitativi parlati con quelli interamente musicati che, immagino, sono gli stessi che conosciamo oggi. Passarono così i primi dieci anni, quando sull’onda dell’ormai riconosciuto successo internazionale il simpatico operone ottenne il privilegio di essere ammesso sul palcoscenico dell’Opéra, che all’epoca aveva ancora sede in rue Le Peletier (l’Opéra Garnier sarebbe arrivata solamente nel 1875). Per essere ammesso al primo teatro di Parigi (e quindi di Francia, e quindi del mondo), qualunque lavoro doveva possedere caratteristiche ben precise, e se non le aveva nella sua forma originale doveva esserne dotato. Fu così che, come avrebbe fatto anche più tardi per Roméo et Juliette, Gounod rimise mano ancora una volta alla partitura e la munì dell’indispensabile ballo, che questa volta metteva in scena la notte di Walpurgis, piazzato ad apertura del quinto atto. In questa nuova forma e ormai notevolmente modificato rispetto a quello del 1859, il lavoro andò in scena con straordinario successo il 3 marzo 1869, con Christine Nilsson nel ruolo di Marguerite.

Ma non è che i parigini si fossero dimenticati di Madame Miolan-Carvalho, anzi. La Nilsson (che con il Faust avrebbe nel 1883 inaugurato l’appena costruito Metropolitan di New York) aveva indubbiamente mantenuto le aspettative ma il pubblico l’aveva accolta con una buona dose di diffidenza. Prima dei vedovi della Callas esistettero, evidentemente, i vedovi della Miolan-Carvalho, che dovettero sentirsi al settimo cielo quando la loro beniamina, ancora pienamente in carriera, a circa un mese dalla prima rappresentazione prese il posto della Nilsson e assunse la titolarità del ruolo.

Eccola qui, Madame Miolan dieci anni dopo. Emerge palese nel confronto con l’altro ritratto non solo l’evoluzione della tecnica di rappresentazione ma anche quella dell’oggetto carte de visite in sé e per sé. Ancora una volta Madame sembra più una attempata ex-giovinetta che non la trepida vergine di Ary Scheffer ma ancora una volta i periodici registrano l’entusiasmo del pubblico per la sua interpretazione. E’ vero che Le Monde illustré non riesce a far passare sotto silenzio qualche sporadico problema di intonazione, soprattutto nel trio della prigione, ma deve riconoscere che il pubblico l’ha ininterrottamente applaudita per tutte le cinque ore della lunga rappresentazione. E ammette che soprattutto nella scena del giardino la cantante ha esibito tutta la propria più raffinata sapienza di interprete e una straordinaria capacità di analizzare e di rendere fino le minime sfumature del carattere del personaggio.

E poi, chi lo crederebbe? Madame Carvalho era estremamente emozionata. Ma non perché dovesse temere il ricordo lasciato da Mademoiselle Nilsson nel Faust. Mademoiselle Nilsson, che ha mostrato del merito nel ruolo di Margherita, è stata accettata con diffidenza. Ha cantato venti recite davanti a un pubblico con poca voglia di applaudire, perché nel suo ricordo il personaggio di Margherita è stato fortemente e definitivamente accostato ai tratti di Madame Carvalho.
Esiste del resto più di un esempio di questo fenomeno di incarnazione di un personaggio con un interprete. […] Bertram era Levasseur, e viceversa. Ancora oggi, quando Levasseur passa per strada in paltò e cappello si mostra a noi dicendo: ecco qua Bertram. Con le dovute proporzioni Sainte-Foy è Ali-Bajou, Couderc è Maitre Pathelin, Madame Galli-Marié è Mignon, Mademoiselle Nilsson è Ofelia, così come Madame Carvalho è Margherita.

Questa voce è stata pubblicata in Cantanti, Carte de visite, Opere, Parigi, Petit Pierre, Photographie Artistique e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.