Immagini per la quarantena: S

Nella pausa forzata cui tutti siamo in questo momento sottoposti, migliaia di istituti culturali mettono a disposizione in rete il proprio patrimonio. Senza ambire a improbabili paragoni, in una serie di brevi post a scadenza quotidiana presento materiali della mia collezione. L’ordine è rigorosamente alfabetico e oggi tocca alla lettera S: Dimitri Smirnov (1882-1944).

Mi sta venendo un po’ il timore che tentando di fuggire le monotonie della quarantena ho finito per rinserrarmi in un recinto in cui pascolano solamente Wagner e torme di cantanti tedeschi. Per prendere una boccata d’aria cambio quindi completamente, almeno per oggi, repertorio e area geografica e vado nella Russia ancora zarista di Dimitri Alexeyevich Smirnov, che questa fotografia ritrae nel costume del principe Sinodal, uno dei personaggi de Il Demone di Anton Rubinstein. Vista la sua palese giovane età, mi piace pensare che questo scatto sia direttamente collegato al debutto del tenore al Teatro Bolshoi, che avvenne proprio in questo ruolo nel 1904. Il debutto teatrale era avvenuto l’anno prima al teatro dell’Ermitage a San Pietroburgo nell’opera ben poco russa Camorra di Eugenio Esposito, un napoletano che in Russia si era fatto una carriera come direttore d’orchestra e compositore.
L’ingresso al Bolshoi fece la fortuna del giovanissimo Dimitri Smirnov, che a poco più di vent’anni di vide assegnare ruoli di protagonista sia nel repertorio russo che in quello italiano e francese. Ben presto arrivò da San Pietroburgo la chiamata del Mariinskij, dove sarebbe tornato ininterrottamente per dieci stagioni. Nel frattempo Smirnov cantò a Parigi nel Boris Godunov messo in scena da Diaghilev, alla Scala, a Montecarlo e negli Stati Uniti dove però la sua voce piccola e chiarissima piacque poco. Allo scoppio della rivoluzione decise di lasciare la madrepatria per continuare una intensa attività nei teatri europei senza prendere definitiva dimora in alcuna altra nazione. In questi anni realizzò anche un abbondante lascito discografico.
Dopo parecchie traversie, vedovo e risposato con una diciassettenne finì per stabilirsi a Riga ma ancora nel 1942 dava concerti in varie città europee. Poi la salute andò velocemente declinando e alla fine fu un attacco cardiaco a portarselo via, poco più che sessantenne.

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