Immagini per la quarantena: F

Nella pausa forzata cui tutti siamo in questo momento sottoposti, migliaia di istituti culturali mettono a disposizione in rete il proprio patrimonio. Senza ambire a improbabili paragoni, in una serie di brevi post a scadenza quotidiana presento materiali della mia collezione che ancora non ho mai mostrato. L’ordine è rigorosamente alfabetico e oggi tocca alla lettera F: Fritz Feinhals (1869-1940).

Doveva avere le idee chiare il giovane Fritz Feinhals di Colonia: voleva fare l’ingegnere e andò a studiare a Berlino; poi decise che avrebbe fatto il cantante e se ne venne in Italia, prima a Milano e poi a Padova. Lo vediamo qui possente e barbutissimo Wotan della Valchiria, che fu uno dei suoi cavalli di battaglia. A scorrere la sua lunga e fortunata carriera si vede immediatamente come le opere di Wagner ne siano stato il fulcro: Wotan, Hans Sachs, Kurwenal, Amfortas, Telramund, l’Olandese sono stati i suoi ruoli più ricorrenti, nei principali teatri di qua e di là dell’oceano. E ci si chiede naturalmente come mai un cantante come lui non sia mai salito sulla verde collina di Bayreuth. E’ un’ipotesi la mia, ma forse almeno una parte della risposta sta nel fatto che per quasi tutta la sua vita di artista (e cioè dal 1898 al 1927) Fritz Feinhals è stato membro stabile dell’Opera di Monaco di Baviera e come tale una delle colonne dei Wagner-Festspiele del Prinzegententheater, il festival che la Grande Vedova Cosima vide sempre come il fumo negli occhi, che cercò con tutti i mezzi di ostacolare e che la portò a scagliare un anatema contro tutti i cantanti che avrebbero accettato di parteciparvi.
Poco male, la carriera di Feinhals non ne uscì sminuita, anzi. Cantò moltissimo al di fuori delle opere di Wagner, fu a Londra e a Praga, a Berlino, Francoforte, Stoccarda, New York, Budapest, Bruxelles, Zurigo. Nel 1907 cantò Jochanaan a Parigi a fianco della Salome di Emmy Destinn e con Richard Strauss sul podio e il 12 giugno 1917, in quel Prinzregententheater il cui solo pensiero dava l’orticaria alla Cosima, fu il primo Borromeo nel Palestrina di Hans Pfitzner. Non salì mai sulla verde collina il nostro barbutissimo Wotan, ma seppe sicuramente farsene una ragione.

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