Il Cavaliere nel 2019

Negli ultimi giorni fra Natale e San Silvestro, come ormai di tradizione da qualche anno in qua, riassumo in un mosaico le immagini delle quali mi sono occupato nel corso dell’anno. Non è necessario che faccia notare che sono sempre di meno, così come sono sempre più rari i miei post. Il mea culpa e le promesse di rinnovato impegno si ripetono anno dopo anno ma da adesso in avanti ho deciso di lasciar perdere: la vita è complicata, il tempo è poco e le energie sono inversamente proporzionali al progredire dell’età. Come dicevano le nostre sagge nonne, piuttosto che niente è meglio piuttosto: per questo nel decennio che fra poco inizia ci accontenteremo tutti di quello che riuscirò a produrre nel tempo rubato alla tirannia del lavoro e alle molte altre incombenze della vita quotidiana.
Non che non abbia idee e progetti, che anzi covano sotto la cenere mentre la collezione continua a crescere. Forse proprio della collezione come tale dovrei parlare di più. Qualche idea in questo senso ce l’ho, vedremo.

Registro comunque che pur nel numero più ridotto di articoli pubblicati, il blog conserva un numero di visualizzazioni per me assolutamente considerevole, senza ovviamente uscire dall’ordine di grandezza dei siti di nicchia.
L’anno che si chiude è stato, dal punto di vista degli acquisti, veramente fortunato sia perché ha visto l’ingresso di alcuni pezzi fenomenali che conto di mostrare quanto prima, sia perché è stato graziato da due o tre di quei colpi di fortuna che sempre qualunque collezionista si augura e che si verificano quando il venditore che non si rende conto di cosa ha per le mani si lascia accaparrare per due soldi pezzi che letteralmente fanno la gioia del fortunato nuovo possessore.
Prendendo questi come fausti auspici per il futuro del Cavaliere, aggiorno la testata della homepage, chiudo l’anno del blog assieme alla valigia che mi accompagnerà nei giorni a cavallo del Capodanno e do appuntamento alla riapertura dei lavori, concomitante con l’inizio del terzo decennio del XXI secolo. Auguri, va là, mi pare che ne abbiamo bisogno tutti.

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Una risposta a Il Cavaliere nel 2019

  1. Antonella Menghi ha detto:

    Gentile Cavaliere,
    piuttosto che nulla è meglio piuttosto e poco è meglio di niente.
    Tuttavolta lei potrebbe fare un piccolo sforzo non foss’altro per noi dello Spielberg che abbiamo come unico conforto le sue rare pagine e i volumi in 8° che un patriotta romagnolo in esilio, all’approssimarsi del Natale, ci fa occultare nella pagnotta del rancio dal fornaio della fortezza. Egl’è appassionato di letteratura germanica e quest’anno ci ha indirizzato due volumi di tal Fontane.
    Lo sguardo di artefatto stupore con cui la nuova bellezza ci trafigge dalla copertina rassomiglia a quello che noi, di tra le feritorie, si getta in direzione dell’amata Patria allo scoccare del nuovo anno: sorpreso, ma per finta, davanti a tanta bruttezza.

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