Katharina Abel, danzatrice e contessa

Sta succedendo una di quelle cose che ogni collezionista sogna: su Ebay un venditore austriaco disperde una grande collezione di cabinet card di argomento teatrale, vendendo i singoli pezzi a una cifra tutto sommato estremamente ragionevole. E’ nell’ordine naturale delle cose: grandi o piccole le collezioni si formano e si disperdono, e così facendo vanno ad alimentare nuove raccolte che prima o poi a loro volta torneranno a dividersi. Solo qualcuna finirà in un archivio o in un museo, per le altre il destino è segnato. Questo piccolo tesoro austriaco deve essere stato messo assieme da un assiduo frequentatore dei teatri di Vienna, un signore – così me lo immagino – interessato soprattutto all’appeal dei soggetti ritratti, che sono in tutti i casi donne: danzatrici, ballerine, artiste dell’operetta e del varietà e, naturalmente, cantanti d’opera. L’anonimo collezionista era ordinato e metodico: le fotografie recano quasi sempre scritto al verso il nome dell’artista ritratta e sono perlopiù (di sicuro lo sono tutte quelle che io ho acquistato) in uno splendido stato di conservazione, segno che dopo l’acquisto sono state conservate in condizioni ottimali, al riparo dalla polvere e dalla luce. Il mio acquisto al momento ammonta a nove pezzi, ma non è detto che in un momento di particolare – e sempre pericolosa – ispirazione non mi lasci andare a qualche altra incursione nel catalogo del benemerito venditore.
Delle nove fotografie, ben cinque si riferiscono a un unico personaggio, la bellissima danzatrice e mima Katharina Abel, dal 1880 al 1892 una delle più apprezzate soliste della Hofoper di Vienna. Eccola qui sotto in un ritratto del fotografo Josef Löwy, che la raffigura in un costume egizio che costituirà, credo, uno dei miei prossimi crucci e sarà in ogni caso, indipendentemente da quello che riuscirò a scoprire, oggetto di un futuro post.

La Abel era nata a Vienna nel 1856. I pochi dati biografici che ho trovato su di lei raccontano di una carriera sbalorditivamente precoce, iniziata con un ingaggio al Kärntnertortheater nel 1868 e proseguita col passaggio al corpo di ballo della Hofoper nel ’71, quando la danzatrice aveva appena quindici anni. Nel teatro imperiale asburgico la Abel avrebbe sviluppato l’intera sua carriera artistica, occupando dal 1880 al 1892 la posizione di Solotänzerin, che le avrebbe assicurato ruoli protagonistici o comunque di primissimo piano sia nelle grandi produzioni di balletto del teatro sia nell’intensa attività del corpo di ballo nelle rappresentazioni d’opera. Ma con una particolarità.
La categoria cui la Abel appartenne fu quella della danzatrice-mima, una figura di cui si sono oggi perse le tracce ma che ebbe fortuna nella seconda metà del diciannovesimo secolo, quando il linguaggio astratto e rigorosamente accademico del balletto romantico dovette fare i conti con le necessità di opere coreografiche di grandi proporzioni e dallo spiccato contenuto narrativo, per le quali si rese necessaria un tipo di azione mimica per certi versi più “realistica” e adeguata a questo particolare tipo di racconto. Non so se la Abel abbia avuto fin dagli esordi questo tipo di specializzazione, e non so neppure se abbia qualche fondamento la notizia che ho trovato in rete (ma non supportata da alcuna indicazione di fonte) che essa sia diventata mima dopo che un incidente in scena durante una recita di Giselle le aveva provocato la frattura di una caviglia e la conseguente conclusione della carriera come ballerina “pura”. Di sicuro, a qualunque punto della sua vita siano apparsi, un ruolo fondamentale nella sua storia professionale lo giocarono Carl Telle, celebre danzatore e mimo che aveva studiato con Filippo e Paul Taglioni (rispettivamente padre e fratello di Maria Taglioni) e che dal 1859 fino al 1890 fu Balletmeister della Hofoper, e la di lui moglie Johanna, anche lei mima e celebre insegnante. A Vienna, Carl Telle diresse il corpo di ballo e la scuola di danza dell’Opera e creò un grande numero di coreografie, sia per balli a sé stanti sia per produzioni operistiche. Fu sotto la sua direzione che Katharina Abel diventò una delle figure predilette del corpo di ballo dell’Opera di Vienna.
Alta, magrissima, il viso incorniciato da un capigliatura che per bellezza e lunghezza era paragonabile a quella celeberrima dell’imperatrice Elisabeth, Katharina fu l’interprete ideale di alcune delle maggiori produzioni della Hofoper, a cominciare da Melusine, un grande successo con la coreografia di Carl Telle che debuttò nel 1882. A Vienna per parecchio tempo circolarono voci insistenti circa una sua “vicinanza” molto particolare all’imperatore Francesco Giuseppe. Se anche le chiacchiere ebbero qualche fondamento (e l’imperatore di sicuro di amanti ne ebbe parecchie nel corso della sua lunghissima carriera), pare non siano state lasciate tracce che possano dimostrare alcunché. Di sicuro la nostra Katharina una qualche predilezione per i partiti di sangue blu la nutrì, perché quando decise di convolare a nozze lo fece con un blasonato non da poco, il conte ungherese Georg Orssich de Szalavetich.
Il matrimonio ebbe luogo il 14 luglio 1890, pare con modalità di assoluta discrezione: la Abel aveva 34 anni e una figlia di 15, nata non si sa da chi, mentre il conte non aveva ancora festeggiato il venticinquesimo compleanno. Esso fu approvato dalla direzione del teatro e grazie a ciò Katharina ottenne il non comune privilegio di conservare il proprio posto nel corpo di ballo, solitamente precluso alle donne sposate. L’addio alle scene arrivò comunque appena due anni dopo: furono probabilmente i frequenti problemi di salute a convincerla ad abbandonare definitivamente la carriera artistica in una età ancora precoce, visto che aveva appena trentasei anni. Visse poi solo fino a quarantotto, perché un cancro se la portò via il 6 marzo 1904. Morì a Baden, vicino a Vienna, e fu sepolta nel cimitero di Varaždin, oggi in Croazia, località facente parte – immagino – dei possedimenti della nobile famiglia cui essa ora apparteneva. Il marito sarebbe vissuto molto più a lungo di lei, e morì infatti settantunenne (e sposato altre due volte) nel 1937. La figlia che Katharina aveva allevato da sola avrebbe fatto molto di più: sposata anche lei giovanissima al nobile Ludwig von Fautz, sarebbe morta a Graz novantunenne nel 1968.

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