Edyth Walker, hochdramatisch dal carattere impegnativo

Ho recuperato recentemente alcune cartoline non particolarmente belle, che si riferiscono però a una cantante che ebbe, negli anni a cavallo fra Otto e Novecento, una carriera importante e che, se anche oggi è praticamente dimenticata, fece spesso parlare di sé non solo per le sue qualità artistiche ma anche per alcune manifestazioni di un carattere che dovette essere non poco impegnativo. Si tratta di Edyth Walker e queste sono le sue fotografie.

Perlustrando Youtube alla vana ricerca di una incisione wagneriana che J.B. Steane nel suo The grand tradition definisce superb record, ho trovato invece il video di un anziano signore che racconta come la Walker, sul palcoscenico del Metropolitan, avrebbe una volta preso a schiaffoni Enrico Caruso, che non potendole perdonare un acuto tenuto colpevolmente più lungo del suo, le aveva a sua volta sputato. Mi permetto di ritenere la vicenda improbabile, niente di più dell’ennesima reincarnazione del celeberrimo (e questo, a quanto pare, realmente avvenuto) settecentesco match di sberle fra Francesca Cuzzoni e Faustina Bordoni.
L’americana Edyth Walker era però realmente un caratterino: venne in Europa dalla natia Hopewell nel 1891 con quasi la sola esperienza di un po’ di canto in chiesa e dopo tre anni di studio serio e intenso ebbe l’onore di un debutto di quelli che in una sera possono ucciderti o proiettarti nell’Olimpo: Fides nel Prophete alla Hofoper di Berlino, un ruolo da far tremare i polsi. D’altra parte, sua insegnante in questo periodo era stata Aglaja Orgéni, celebre soprano di coloratura che era stata a sua volta allieva di Pauline Viardot, sui cui mezzi straordinari Meyerbeer aveva costruito il ruolo di Fides. Alla Walker andò bene e poté così intraprendere una carriera di altissimo cabotaggio che partì con un ingaggio alla Hofoper di Vienna, della cui compagnia stabile avrebbe fatto parte per otto anni, quasi tutti appartenenti al decennio glorioso quanto sofferto del Generalmusikdirektor Gustav Mahler. A Vienna la Walker era ancora mezzosoprano e i suoi ruoli andavano da Fides ad Azucena a Ortruda. Nel 1901, in una delle preistoriche edizioni del Festival di Salisburgo, fu Donna Elvira nel Don Giovanni.
Che Mahler, genio assoluto della musica e straordinario direttore e riformatore della gigantesca macchina del teatro imperiale, non fosse farina da far ostie è cosa risaputa. La Walker non fu fra quelli che portarono pazienza e nel 1903 se ne andò sbattendo la porta, incurante del fatto che un gesto del genere le avrebbe senza dubbio precluso l’accesso a qualunque altro teatro di area tedesca. Dovette infatti tornarsene in America e pagò pegno con tre anni di parcheggio al Metropolitan, dove debuttò come Amneris iniziando poi a spingere la propria voce verso ruoli più schiettamente di soprano drammatico, che per parecchi anni continuò però ad alternare a quelli di mezzosoprano. Terminati gli anni di damnatio, tornò di corsa in Europa accettando ingaggi prima a Berlino e poi ad Amburgo. In repertorio erano ormai entrate Isolde, Salome ed Elektra, Brünnhilde e Kundry e la Walker si trovò ad essere una contesa hochdramatisch Sopran. Cantò nel 1908 a Bayreuth Kundry e Ortrud.
Non aveva imparato però a gestire le intemperanze del proprio carattere, perché troviamo sul New York Times del 22 aprile 1910 la notizia che la primadonna era stata condannata dal tribunale di Amburgo a risarcire con 25 dollari il regista (un tempo rinomato cantante) Herman Gura, i cui consigli sull’interpretazione di Aida la Walker aveva sprezzantemente e pubblicamente bollato come sproloqui privi di senso.
Difficile da gestire ma tuttavia artista apprezzata, la Walker terminò la carriera con un quinquennio alla Hofoper di Monaco di Baviera e nel 1918 diede l’addio al palcoscenico. Fu per molti anni apprezzata insegnante di canto, prima in Europa e poi, all’appressarsi dei tempi bui, di nuovo nella natia America. Morì a New York nel 1950.
Delle quattro fotografie di Edyth Walker, una mi sarà necessaria per il prossimo post, che non la riguarderà però direttamente. Mi sembrava giusto, quindi, onorarla prima con un piccolo omaggio specifico: la vendetta di qualunque primadonna è sempre temibile, una con un carattere così è meglio far di tutto per tenersela buona.

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2 risposte a Edyth Walker, hochdramatisch dal carattere impegnativo

  1. Isidoro ha detto:

    Qualche brano si trova su spotify. Ma sembra una voce da contralto, più che da soprano.

    • Winckelmann ha detto:

      In effetti a guardare quello che ha cantato, da Fides a Salome, deve aver scalato negli anni tutta la gamma dei registri femminili. Io ho trovato di disponibile su Youtube solo un lied di Schubert, oltre a vari altri brani (fra cui un estratto del Lohengrin che forse è il brano di cui parla Steane) per i quali però il video risulta non disponibile.

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