Guerra di primedonne a Berlino: Mallinger vs Lucca

Lucca-GR

Siamo al drammatico finale. Di quello che successe la sera del 27 gennaio 1872 sul palcoscenico della Hofoper di Berlino abbiamo due resoconti leggermente dissimili, uno scarno e l’altro più dettagliato. Di sicuro le due dame non vennero alle mani violentemente come la Bordoni e la Cuzzoni quella volta che a Londra si attaccarono alle rispettive parrucche durante una recita dell’Astianatte di Bononcini. Una qualche forma di match ci fu e si concluse, guarda un po’, con la partenza della sdegnata Lucca, che non vedeva l’ora di andare a cercare l’America in America. Ma andiamo con ordine.
Un dato certo: si dava Le nozze di Figaro, immortale capolavoro, e se la Lucca era sicuramente Cherubino, uno dei suoi cavalli di battaglia nel quale la vediamo ritratta in questa graziosa carte de visite del fotografo berlinese Lehmann, sulla Mallinger le fonti non concordano.
Secondo quella più seria, l’imprescindibile Großes Sängerlexikon di Kutsch e Riemens, essa interpretava la Contessa e la baruffa (ultima puntata di una lunga serie di più o meno violente scaramucce) fu gestita in toto dalle rispettive claque. Che trasformarono la recita in un’indegna gazzarra nella quale la Lucca fu zittita e fischiata ad ogni uscita in scena. Offesa, Pauline fece i bauli e se ne andò a mietere i propri allori di là dall’oceano.
Assai più articolata la versione di Lilli Lehmann, secondo la quale la Mallinger cantava Susanna. Relegata, abbiamo visto, a fare la sostituta di lusso per questa o quella delle tre primedonne del teatro, la Lehmann sarebbe dovuta partire per Danzica il giorno prima di questa recita ma la direzione del teatro le chiese di restare e di essere presente allo spettacolo. I continui litigi che opponevano ad ogni occasione Mallinger e Lucca facevano temere che qualcosa sarebbe successo ed era meglio disporre di un rincalzo pronto a prendere il posto di una delle due. Ma lasciamo la parola a Lilli:

Scene spiacevoli erano già occorse fra la Mallinger e la Lucca. Poco tempo prima, dopo una recita di Faust, qualcuno aveva gridato “prostituta!” o un epiteto simile alla Lucca che si allontanava in carrozza e poiché essa si era molto lamentata, fu autorizzata dall’Imperatore a entrare e uscire dal teatro servendosi dell’entrata imperiale. Così io, quel 27 gennaio, aspettai nel palco degli artisti qualunque cosa potesse succedere.
La recita fu eccitante. Quando Frau Lucca apparve nel costume del paggio le gallerie gridarono e fischiarono, e appena ella tentò di aprire bocca il baccano ricominciò di nuovo. Persino il tentativo di Eckert di iniziare l’aria del paggio con l’orchestra fu un completo fallimento. Alla fine la Lucca fece segno che desiderava parlare e a quel punto fischi e applausi si calmarono e lei disse, nel suo solito modo: “Non so cosa volete da me; non mi sembra di aver fatto nulla di sbagliato e quello che vi chiedo è: devo cantare o no?”. Altro caos fino a che gli applausi e la urla “canta!” superarono i fischi e le grida, e la rappresentazione poté riprendere.
Entrambe le signore mi avevano visto seduta nel palco; se così non fosse stato, certamente l’una o l’altra avrebbe approfittato di uno svenimento per interrompere la recita. Ma il pasticcio non era ancora terminato. Nel secondo atto è uso che Susanna dia un bacio al paggio al termine della sua piccola aria. Frau Mallinger, che era perpetuamente alla ricerca di nuovi dettagli e spesso andava un po’ troppo in là con questa abitudine, invece del bacio diede alla Lucca un piccolo buffetto sulla guancia. Frau Lucca lamentò di aver ricevuto un ceffone e lo scandalo continuò fino alla fine dell’opera, una disgrazia per la Hofoper e per entrambe le donne. Non fu possibile stabilire, all’epoca, chi delle due aveva ragione e adesso – l’ho dimenticato.

A Berlino la Lucca guadagnava solo ottomila talleri e voleva andarsene in America. Umiliata, schiaffeggiata, chiese all’imperatore il permesso di togliere il disturbo ma questo le fu negato. Imperiali o no, la Pauline non si faceva certo impressionare da un paio di baffoni e così, racconta la Lehmann, quando le Nozze di Figaro furono di nuovo messe in scena il pubblico accorse, probabilmente speranzoso di godersi un’altra rissa, ma trovò le porte del teatro chiuse. Cherubino era sparito, Pauline Lucca viaggiava già alla volta delle praterie. In America la Lucca ebbe successi pari a quelli che l’Europa le aveva riservato. Guadagni ed emozioni, però, potevano essere infinitamente superiori; le cronache narrano che colà essa abbia una volta cantato persino davanti a venti capi indiani ma non conosco i dettagli di questo episodio e sarei portato a considerarlo con lieve diffidenza. L’idea di Pauline Lucca che canta in una prateria disseminata di bufali è altrettanto improbabile di quella di venti Geronimi con penne in testa e calumet della pace seduti nella prima fila di platea a delibare estasiati i gorgheggi di questa primadonna coraggiosa ma un po’ squinternata.

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3 risposte a Guerra di primedonne a Berlino: Mallinger vs Lucca

  1. Marco ha detto:

    Questo articolo e quello precedente mi sono strapiaciuti. Non vedo l’ora di leggere il prossimo!

  2. Pingback: Pauline Lucca, primadonna piantagrane | Il cavaliere della rosa

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