L’imperatore innamorato

Oestvig0225GR

E chiudiamo quindi questa terna di ritratti che da Lotte Lehmann ci porta a uno degli altri protagonisti della prima rappresentazione assoluta della Frau ohne Schatten. La quale, per quello che può interessare, è una delle opere che di sicuro mi porterò sull’isola deserta se e quando, finalmente, riuscirò ad andarci.
Difficile immaginare che questo efebico giovanotto, questo Rodolfo Valentino in turbante fotografato ancora una volta da Franz Xaver Setzer sia stato un grande tenore drammatico, la cui voce imponente venne paragonata da Lotte Lehmann a un abbagliante meteorite. Il norvegese Karl Aagard Østvig (o più comodamente germanizzato: Oestvig) nato a Oslo nel 1889, appartiene oggi alla categoria dei grandi quasi dimenticati. Negli anni dal 1919 al ’26, invece, come membro della compagnia della Staatsoper di Vienna ebbe un ruolo di primissimo piano nell’interpretazione soprattutto di titoli wagneriani e straussiani e fu considerato il partner di elezione di Maria Jeritza. Assieme alla quale, infatti, compose quella sera del 10 ottobre 1919 di cui ci stiamo occupando la coppia “alta” Imperatore-Imperatrice che nella favola di Hoffmansthal si contrappone a quella “bassa” di Barak e sua moglie. Quello del Kaiser non era il primo ruolo che Oestvig creava, perché nel settembre 1915 a Stoccarda era stato Giovanni Salviati nella prima assoluta della Mona Lisa di Max von Schilling (altro titolo cui converrebbe prestare un orecchio non distratto).
Passato a Vienna, ebbe qui i maggiori successi a fianco della Jeritza in Die tote Stadt e Ariadne auf Naxos, ma fu anche Tamino, Don Josè, Lohengrin, Tannhauser e Parsifal, Manrico, Cavaradossi e Pinkerton. Richard Strauss lo considerava uno dei suoi maggiori interpreti. Si licenziò dalla Staatsoper nel 1926 quando la direzione del teatro volle proibirgli di debuttare in un’operetta al Carl-Theater e dall’anno successivo passò alla Städtische Oper di Berlino (l’attuale Deutsche Oper), dove rimase fino al 1930. Due anni dopo tornò con la moglie a Oslo, dove si diede all’insegnamento e alla regia e al momento dell’occupazione tedesca della Norvegia divenne sovrintendente dell’Opera della capitale. Scelta che gli diede qualche problema al termine del conflitto, quando fu accusato di collaborazionismo e arrestato. Probabilmente in seguito a questa vicenda scelse di vivere appartato per il resto dei suoi anni, fino alla morte che arrivò nel 1968.
Nel bel ritratto di Setzer ritorna il fondale cangiante, sul quale una macchia nera accortamente posizionata fa contrasto con la parte bianca del turbante. Il labbro tumido e la mano molle sul petto (Setzer lo chiamerei il Carlo Crivelli dei fotografi per il rilievo che dà alle mani dei personaggi che ritrae), questo Kaiser dal languido sguardo risplende dei bagliori che manda il tessuto prezioso della sua casacca. Ben altra cosa rispetto alla “povera” tela stampata nella quale è avvolta la Lehmann-tintora.
Per il momento quello che ho sulla prima della Frau ohne Schatten finisce qui, ma la caccia continua.

Oestvig0225FAS

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2 risposte a L’imperatore innamorato

  1. Amfortas ha detto:

    Mi sono goduto la tua trilogia 🙂 in questi giorni. Oggi sono nella tua città, o meglio ci sarò dalle 17.25 alle 22.41, e poi festeggerò la Pasqua in treno al ritorno.
    Auguri, ciao.

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