Amleto da giovane

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Ormai ho saltato il fosso. La prima volta che acquistai la fotografia di un’attrice fu per sbaglio, ingannato da una quasi totale omonimia. Anche se non l’ho mai detto, dopo di allora ne ho prese alcune altre, a volte perché c’è chi ha fatto una doppia carriera, altre volte perché la mia passione per le fotografie di Franz Xaver Setzer mi ha fatto passar sopra il fatto che stavo uscendo dal seminato che mi ero imposto.
Il fatto è che anche fra le fotografie degli attori di prosa si trovano spesso esemplari di qualità straordinaria. Anzi, l’attore di prosa è molto di più padrone del proprio corpo rispetto a un cantante e non è raro trovare ritratti che emanano un magnetismo ancora perfettamente percepibile un secolo e oltre dopo lo scatto. Insomma, alla fine ho deciso di eliminare questa barriera che mi ero autoimposto. Di teatro di prosa non so quasi nulla, vorrà dire che studierò mano a mano che mi si porranno delle occasioni, l’importante è la qualità delle fotografie.
Che non manca proprio, mi pare, in questo straordinario ritratto (pagato la folle cifra di euro 1,50 – ogni tanto succede) dell’attore inglese Johnston Forbes-Robertson (1853-1937), uno dei più celebri attori di prosa inglesi e senza dubbio il più grande Amleto del diciannovesimo secolo. Il quale, assicura Wikipedia inglese, pensava in realtà di non essere affatto tagliato per il palcoscenico e aspettò fino a 44 anni prima di affrontare il ruolo del principe di Danimarca. Che gli portò parecchio bene e che recitò fino al 1916 (quindi fino a 63 anni), girandone anche un film muto che, si dice, sopravvive.
Questa non è realmente una fotografia, ma un woodburytype, ovvero una stampa a inchiostro realizzata con un metodo complicatissimo che parte da un negativo fotografico e che ho tentato a suo tempo di descrivere sommariamente qui. Considerato che Forbes Robertson era nato nel 1853 e che qui non sembra avere più di 30-35 anni, direi che lo scatto deve essere stato fatto nella seconda metà degli anni Ottanta. La qual cosa è abbastanza interessante, perché le altre sue fotografie che ho trovato in rete lo ritraggono tutte a un’età decisamente più avanzata e con un aspetto segaligno che contrasta con questo, fascinoso, che aveva da giovane. Come sempre, la stampa mediante woodburytype dà risultati straordinari, che nella scansione si vedono solo in parte. La precisione del dettaglio è incredibile, non solo nei capelli ma anche e soprattutto nella trama del tessuto della giacca, inciso con una nettezza che nessuna stampa fotografica avrebbe saputo dare. E’ un peccato che questa tecnica fosse così complessa e costosa, cosa che la portò in uno spazio di tempo relativamente breve ad essere accantonata a favore di altre più economiche.
Ormai mi sono lanciato, seppure col raziocinio capricornesco che spero continuerà a sostenermi: un altro ritratto di un grande attore francese è in viaggio da Parigi. Altro genere ma ancora una volta una splendida fotografia che non mancherò di pubblicare adesso che, a quanto pare, qualche attimo di tempo libero è tornato a ingentilire le mie serate. Speriamo che duri.

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7 risposte a Amleto da giovane

  1. Amfortas ha detto:

    Bello! Trovo interessante questa specie di pudore, diciamo così, che hanno avuto grandi artisti nell’affrontare alcune parti monstre, o perlomeno esposte a grandi confronti, del repertorio teatrale. Ovviamente penso al parallelismo con la lirica per Otello. Chissà se è un caso che entrambi questi monumenti siano tratteggiati da Shakespeare.
    Ciao, mi fa sempre piacere leggerti!

  2. Tristemente penso anche alla marea di cantanti che di pudore non ne hanno nemmeno una briciola e cantano fin da giovani ruoli che non avrebbero mai potuto cantare nemmeno nella maturità.
    Bella davvero questa foto e grazie per la spiegazione tecnica che la fa meglio apprezzare.

  3. Ipofrigio ha detto:

    Ti aspetti davvero di sentire la voce da un momento con l’altro…

  4. Pingback: Il 323mo pénsionnaire della Comédie-Française | Il cavaliere della rosa

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