Zerbinetta dal fotografo: Selma Kurz

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Ancora Zerbinetta e ancora una fotografia di Setzer per fare il paio con quella del post precedente. Certo, il nero del costume è abbastanza sorprendente per l’allegra capocomica buffa, ma è anche vero che una buona dose di frizzantino viene aggiunta dalla posa, dal ventaglio e dalla piuma sul cappello.
Selma Kurz fu tolta dal mestiere di cucitrice quando fu sentita cantare nella sinagoga della natia Bielitz, in Galizia. Grazie alla generosità di un principe Esterházy fu spedita prima a Vienna e poi a Parigi, dove studiò con Mathilde Marchesi. A Nizza, infine, prese anche lezioni da Jean de Reszke. La fiducia del mecenate fu ben riposta, perché ad appena quattro anni dal debutto in teatro (Amburgo, 1895) nel 1899 fu chiamata a Vienna da Gustav Mahler e qui rimase per il resto della carriera, che si chiuse nel 1929.
Dapprima fu soprano schiettamente lirico: se a Francoforte aveva cantato addirittura Sieglinde e a Vienna era stata la prima Mimì e Butterfly, la prima Iolanta e nel 1900 Fiordiligi nella storica produzione di Così fan tutte diretta da Mahler che segnò la riscoperta novecentesca del capolavoro di Mozart, la svolta arrivò nel 1901, quando le fu affidato il personaggio di Astaroth nella Regina di Saba di Goldmark. Un piccolo ruolo che le consentì di mettere in luce un virtuosismo vocale e soprattutto un trillo sensazionali.

Il trillo diventò così la firma e il cavallo di battaglia della Kurz. Si dice che cantando Oscar nel Ballo in maschera al Covent Garden pretendeva di inserire in Saper vorreste una cadenza con un trillo lunghissimo eseguito volteggiando qui e là sul palcoscenico. Il direttore (Mancinelli) tenne duro e non le concesse una simile stramberia ma lei, convinta, ne fece un disco.

Il 4 ottobre 1916, Selma Kurz fu alla Hofoper di Vienna la prima Zerbinetta nella nuova e definitiva versione di Ariadne auf Naxos. Nel 1905, Strauss aveva pensato a lei anche per la prima viennese di Salome e non conoscendola ne chiedeva notizie a Mahler: In molti mi dicono che la sua sia la voce più bella. Graziosa lo è di certo. Ha talento drammatico?
Al che Mahler, che non era uno stinco di santo e con la Kurz aveva pure imbastito una tresca ben nota, probabilmente in virtù di certi suoi calcoli rispondeva: Impossibile la Kurz. Una voce meravigliosa ma dal punto di vista interpretativo impossibile persino per la Lucia.
Difficile che lo pensasse veramente, di sicuro non lo pensava il pubblico di Vienna e con lui quelli di Londra, Berlino, Parigi, Montecarlo, Budapest, Praga e Varsavia, città nelle quali la Kurz partecipò a spettacolari esecuzioni. Mahler volente o nolente, la graziosa galiziana fu una delle principali cantanti della sua epoca e non solo per il fatto di possedere il trillo più inebriante che si fosse mai sentito. Talmente lungo che, dice la leggenda, il pubblico andava a teatro armato di cronometro. Altri tempi.

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2 risposte a Zerbinetta dal fotografo: Selma Kurz

  1. L’aria di Oscarre è strepitosa, un vero bon-bon squisitamente liberty: da ascoltare mentre si mangia biscottini all’anice accompagnati da un rosolio (fatto rigorosamente con rose damascene)…. 🙂

  2. Pingback: Mahler, lo zingaro e la principessa | Il cavaliere della rosa

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