Storie per la memoria: Fritzi Massary

Era piccolina, minuta, intelligente e simpaticissima e Berlino impazziva per lei. Viennese, nata Friederike Massaryk nel 1882, aveva avuto un inizio di carriera non esaltante prima in una compagnia itinerante di operetta, poi a Linz, Amburgo e Vienna. Lì il colpo di fortuna: Richard Schultz, direttore del Metropol-Theater di Berlino, l’aveva sentita e se l’era portata via.

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Era il 1904 e già al debutto nella farsa musicale Die Herren vom Maxim aveva riscosso un clamoroso successo che la portò in breve a essere l’incarnazione del teatro leggero berlinese in quella che fu certamente la sua epoca d’oro. Era la diva assoluta dell’operetta: Oscar Straus scrisse per lei Die PompadourTeresina e Der letzte Walzer ma al suo nome sono legate soprattutto le prime rappresentazioni di molte operette di Leo Fall: Der liebe Augustin, Die Kaiserin, Madame Pompadour e Die Rose von Stambul, che andò in scena al Metropol-Theater nel 1916 con successo strepitoso.
Abbandonò raramente la sala del Metropol-Theater: nel 1911 cantò a Monaco La belle Hélène di Offenbach, in uno spettacolo montato da Max Reinhardt e a fianco di Maria Jeritza, mentre alla Städtische Oper di Berlino cantò Adele nel Pipistrello e Hanna Glawary nella Vedova allegra, diretta nientemeno che da Bruno Walter. Il quale la adorava e coltivava il sogno di dirigerla in Carmen, un desiderio destinato a restare irrealizzato.
Divenuta molto giovane moglie di un conte, nel 1917 aveva sposato Max Pallenberg, forse il più grande attore comico tedesco di quegli anni, con il quale realizzò alcune splendide registrazioni. Passando di successo in successo, debuttando anche al Festival di Salisburgo (ancora Adele nel 1926), Fritzi arrivò al suo ultimo straordinario trionfo debuttando nel 1932 nell’operetta di Oscar Straus Eine Frau, die weiß, was sie will.
Nel 1933 i nazisti andarono al potere e Fritzi Massary, ebrea, ebbe per fortuna la forza di andarsene dalla città che l’aveva adottata e fatta diventare una stella. Il marito la seguì a Vienna ma morì dopo un anno in un incidente aereo. Nel 1938, con l’Anschluss, dovette arrendersi a una nuova fuga a Londra, dove salì ancora una volta sul palcoscenico interpretando Operetta di Noel Coward.
Prima che, con la guerra, l’attraversare l’oceano diventasse impossibile, fuggì un’ultima volta negli Stati Uniti. A Beverly Hills visse il resto di una lunga vita lontana dal palcoscenico, girò qualche film a Hollywood ma gli anni che l’avevano vista regina incontrastata e simbolo di un’epoca erano definitivamente passati.

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