Il tempo dell’operetta

Il destino dei grandi fotografi dell’Ottocento fu un po’ per tutti quello di arrivare da lontano alla professione che avrebbe fatto la loro fortuna. Disderi, ad esempio, aveva provato molte strade e Aimé Dupont era nato scultore; Gaspard-Félix Tournachon, molto meglio noto con lo pseudonimo di Nadar, era stato invece giornalista, caricaturista e scrittore. Fu per tutta la vita quello che si dice un originale – d’altra parte era nato il 1 aprile – e a un certo momento si diede persino alla costruzione di mongolfiere, con le quali compì voli sopra Parigi scattando le prime fotografie aeree della storia.
A dimostrare che avesse naso basterebbe il fatto che nel 1874 affittò il proprio atelier, allora un grande edificio tutto vetrate in Boulevard des Capucines, a un gruppo di pittori che volevano esporre i propri lavori rifiutati dal Salon. I pittori si chiamavano Cézanne, Degas, Manet, Monet, Morisot, Pissarro, Renoir e Sisley e quella che si tenne nell’atelier fu la prima mostra degli Impressionisti.
Oltre a tutto questo, Nadar fu un grandissimo fotografo, sicuramente il più celebre della Parigi della seconda metà dell’Ottocento. Posarono davanti a lui Victor Hugo e Sarah Bernhardt, Charles Baudelaire e George Sand, Eugène Delacroix e Gustave Doré; a differenza di quelli stereotipati e spesso impacciati di Disderi, i ritratti di Nadar sono quasi sempre straordinari per accuratezza tecnica e introspezione psicologica.
Come questo, che è la prima e finora unica fotografia di Nadar che possiedo.

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La splendida ragazza in un costume che ho qualche difficoltà a identificare è Marguerite Ugalde, mezzosoprano francese che iniziò la carriera all’Opéra-Comique nel marzo 1880 come Marie ne La fille du Régiment. Aveva natali molto illustri: la madre era Delphine Ugalde, stella dell’Opéra-Comique già allieva di Laure Cinti-Damoreau. Salita sul palcoscenico la prima volta a undici anni a fianco di Giambattista Rubini, Antonio Tamburini e Luigi Lablache, Delphine fu la creatrice di innumerevoli personaggi in opere di Adam, Halévy, Thomas, Massé. Non gli fosse stata imposta la Miolan-Carvalho, Gounod la avrebbe voluta come protagonista femminile alla prima rappresentazione del suo Faust.
Marguerite studiò, pare, con la madre e il successo del suo debutto nell’opera di Donizetti le aprì le porte di una felice carriera. Poco meno di un anno dopo, il 10 febbraio 1881, fu il primo Nicklausse nei Racconti di Hoffmann. Si diede poi all’operetta, soprattutto ai Bouffes-Parisiens, teatro diretto dalla madre ormai ritiratasi dalla scena. Soubrette descritta come piena di temperamento e interprete estremamente intelligente, partecipò anch’essa a un grande numero di prime esecuzioni assolute di lavori di teatro leggero.


Se quel 1883 scritto a matita sul verso della fotografia ha qualche connessione con la verità storica – anche se non mi sembra una calligrafia ottocentesca – si potrebbe forse pensare che il costume nel quale Marguerite Ugalde si fece ritrarre è quello di Falka, protagonista dell’operetta Le droit d’aînesse di Désiré-François Chassaigne, con grande successo andata in scena per la prima volta il 27 gennaio 1883 al Théâtre des Nouveautés con la Ugalde come protagonista. La mia è solo un’ipotesi, forse nemmeno più di tanto suffragata da questa fotografia di Louise Roland, moglie di Chassaigne e altra celebre cantante di operetta, che indossa un costume per molti versi simile a quello che troviamo nella fotografia di Nadar.
Marguerite Ugalde morì a Parigi quasi ottantenne il 6 luglio 1940. Nemmeno tre settimane prima l’esercito tedesco aveva sfilato sotto l’Arco di Trionfo: il tempo dell’operetta era definitivamente chiuso.

Ugalde0242rFAS

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4 risposte a Il tempo dell’operetta

  1. amfortas ha detto:

    Mi chiedo: ma la brava Delphine, che ci faceva a 11 anni sul palco con quei mostri sacri?
    Il costume assomiglia vagamente a un dirndl, ma dubito che possa effettivamente esserlo, il cappello non c’entra nulla, per esempio.
    Ciao!

    • winckelmann ha detto:

      La Delphine avrà fatto due innocenti gorgheggini, va bene che una volta si debuttava da ragazzine ma 11 anni mi sembrano veramente pochi per qualunque cosa minimamente impegnativa.
      Per il costume, ho recuperato la trama di quella sconosciuta operetta e pare che la protagonista debba vestirsi spesso da uomo, ma per il resto la storia ha una ambientazione gitana. Forse con tutti questi fiocchetti ci può anche stare.

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