Ristampe: Buon compleanno Frau Luise

Ho pubblicato questo post il 24 ottobre 2009 nell’altro mio blog. Proseguo l’operazione di trasferimento qui, un poco alla volta, dei post nei quali – prima di inventarmi Il cavaliere della rosa, pubblicavo pezzi della mia collezione. A chi si chiede, e vabbé – roba nuova niente? rispondo di portare un po’ di pazienza perché è in arrivo un calibro da novanta.

Eccola, la mia pazzia. Non confesserò quanto l’ho pagata neanche sotto tortura. Squinzie danarose spendono anche il triplo per un paio di scarpe, ma io ho uno standard di vita molto più morigerato e aver sganciato tanti soldi per una foto mi fa impressione. Ma ne valeva la pena, oh si.
Frau Luise Reuß-Belce, Hofopernsängerin del Teatro di corte di Karlsruhe è qui ritratta, in una cabinet card del fotografo Wilhelm Höffert in splendido stato di conservazione, nel costume di Gutrune nel Götterdämmerung, al festival di Bayreuth del 1897. Era viennese, nata Luise Baumann il 24 ottobre 1862 (tanti auguri, Fraulein, proprio oggi lei ne fa 147). Ebbe una carriera notevole, soprattutto nel nome di Wagner, di cui cantò molti ruoli (Venere e Elisabetta nel Tannhauser, Brünnhilde nella Walküre, e poi Elsa, Isolde, Eva e così via) anche al Metropolitan a partire dal 1901. Il fantasma della sua voce resta registrato su uno dei famosi rulli di Mapleson. Conclusa la carriera attiva, fu fino al 1933 una grande insegnante di canto.
Fin qui la sua biografia non ha nulla di speciale, se non fosse che Frau Luise è rimasta nella storia dell’opera di Wagner per due motivi, che danno a questa foto un’aura particolare.
Il primo: Luise Reuß-Belce debuttò al festival di Bayreuth nel 1882 come una delle sei fanciulle-fiore soliste nella prima rappresentazione assoluta di Parsifal. La qualità di questo gruppo di cantanti era tale che Wagner, malato e a meno di un anno dalla morte, volle assistere, ad ogni recita, alla loro scena nel secondo atto, manifestando rumorosamente il proprio entusiasmo fra i brontolii del pubblico. Da quella volta fino al 1912, Luise Reuß-Belce fu una presenza costante al festival.
La seconda: il 5 marzo 1945, Luise Reuß-Belce fu trovata morta su un treno di profughi in fuga da Dresda rasa al suolo. Era, con ogni probabilità, l’ultima cantante ancora vivente fra tutti quelli che si erano esibiti sotto la guida dello stesso Wagner.

Queste notizie le ho ricavate da: D. Cormack, ‘Wir welken und sterben dahinnen’: Carrie Pringle and the solo Flowermaidens of 1882, in “The Musical Times”, vol. 146, n. 1890 (primavera 2005), pp. 16-31.

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