Mrs. Larmore, chiedo scusa

Devo fare un po’ di mea culpa. In passato e in altri consessi ho trattato Jennifer Larmore con un po’ di sufficienza, considerandola una buona cantante ma di secondo piano rispetto ad alcuni altri mezzosoprani della sua generazione. Che fosse brava era innegabile, ma mi pareva che le mancasse quella quinta marcia che ogni tanto bisogna mettere per dare un po’ di pepe alle esecuzioni. E poi c’era quel che di adenoideo nella sua voce che, seppure io non sia un fanatico delle voci belle a tutti i costi, un po’ mi infastidiva.
Stasera mi sono dovuto ricredere. Alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, nell’ambito di un ciclo di concerti organizzati dal Centre de Musique Romantique Française della Fondation Bru, la Larmore ha cantato arie d’opera francese accompagnata dal quintetto d’archi Opus V. Il programma era ben giocato: arie celebri (Va! Laisse couler mes larmes dal Werther, col violoncello che ha preso la parte del sassofono, la Chanson bohéme della Carmen) e brani meno popolari (l’aria di Nicklausse dai Racconti di Hoffmann, quella di Malika dalla Lakmé), incastonati nella cornice formata da quattro deliziosi quintetti di Félicien David, ispirati alle stagioni. In più, la Barcarola dai Racconti in uno strano adattamento per una voce e quintetto d’archi e un bis di cui dirò poi.
Quello che conoscevo prima di stasera di Félicien David erano il nome e il cognome. Non so in virtù di quali meccanismi mentali me lo dipingevo come un sinfonista tardoromantico e wagneriano: ho fatto quindi un salto sulla seggiola quando il quintetto ha attaccato la sua Soirée de printemps, che sarebbe poi il quintetto n. 2. Altro che Wagner, qui siamo a un ballo alle Tuileries. Musica deliziosa, che sicuramente non attinge vette sconfinate e abissi di accademica profondità ma che vien voglia di sentire e risentire. Jennifer Larmore è dimagritissima e riccia. Delle inflessioni adenoidee non ho praticamente sentito traccia: o io ho cambiato le orecchie, o lei ha cambiato voce oppure il disco non le fa un buon servizio. Propendo per la terza. La voce è molto bella e gli acuti quasi sempre facili e luminosi. Nell’aria di Charlotte è partecipe e commossa, veramente notevole; in quella di Carmen è bravissima nel differenziare le tre strofe con stacchi di tempo sempre più veloci e trascina il pubblico a una vera ovazione.
Il bis è spiazzante. Lì per lì non ho idea di cosa sia ma a casa ci metto poco a scoprire che si tratta di Art is calling for me, song tratto da The Enchantress, musical di Victor Herbert del 1911. Rispetto a questo video la Larmore è ancora più scatenata e assolutamente esilarante. Brava, da ora in poi la ascolterò con altra disposizione d’animo.
E mi preparo intanto al prossimo concerto, martedì sera. Avremo una Dama dell’Impero Britannico, nientemeno.

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3 risposte a Mrs. Larmore, chiedo scusa

  1. Avendo piena fiducia nelle tue orecchie e avendola sentita dal vivo nel suo repertorio di elezione in cui è considerata una star (e potei così constatare che non è un problema di resa fonografica), propendo per una quarta ipotesi: quella dell’altra sera non era la Larmore. La quale ha sempre avuto una voce grigia e senile, con agilità raffazzonate (ma da quanto dici l’altra sera almeno si è astenuta da questo repertorio), gravi intubati, medium privo di risonanza. L’interprete, poi, era a dir poco piatta. Dici:”Jennifer Larmore è dimagritissima e riccia.” ecco, appunto, non era lei, era una controfigura.

  2. winckelmann ha detto:

    Ce n’è anche una quinta: che il sole che ho preso sabato pomeriggio mi abbia alterato le già compromesse facoltà percettive. Se è così non ci posso far nulla, quello che conta è che il concerto mi è piaciuto e mi sono divertito.

  3. Se mai ti dovesse capitare di andare ad un concerto della Barcellona, sei pregato di non andare in spiaggia prima. Se mi dovessi saltar fuori chiedendo scusa alla Daniellona e ricredendoti nel tuo giudizio su di lei, ti depennerei il titolo di “mio migliore amico”. Per quanto mi sia sempre piaciuta poco la Larmore, è sempre meglio di quel catafalco della Barcellona.

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