La regina del Metropol Theater

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Vicina al decorato bracciolo di un divano in stile impero, Tosca si appoggia alla parete tappezzata di scuro, elegantissima. Lo strascico dell’abito di scena, drappeggiato ad arte, circonda il suo corpo e si apre a ventaglio a mostrare uno splendido bordo ricamato. Le mani aperte si allargano a cercare la sicurezza della parete mentre, sappiamo, di fronte a lei il laido Scarpia ha appena sibilato la sua lurida proposta. In una posa da grande attrice liberty, Vera Schwarz chiude gli occhi, la primadonna aspetta che il satiro le si avvicini per sferrargli la pugnalata mortale.
Questa è in assoluto la più bella fotografia di Franz Xaver Setzer che io abbia visto finora. Con ogni probabilità è stata scattata durante la permanenza di Vera Schwarz alla Staatsoper di Vienna, che durò dal 1922 al 1930. Non per nulla, quello di Tosca fu uno dei grandi ruoli viennesi della Schwarz, assieme ad Aida, Carmen, Ariadne, Eva dei Meistersinger, la Contessa delle Nozze di Figaro e Rachel in La Juive.
Vera Schwarz era nata vicino a Zagabria nel 1888, aveva studiato a Vienna e lì aveva debuttato nel 1908 come cantante di operetta al Theater an der Wien. Dopo una serie di ingaggi e un grande successo a Vienna come Rosalinde nel Fledermaus, passò ad Amburgo, dove si diede all’opera vera e propria.
Nel 1927 avvenne la grande svolta: a Berlino, nel Deutsches Künstlertheater, fu la protagonista femminile di Der Zarewitsch di Franz Lehár a fianco del più celebre tenore di operetta di tutti i tempi: Richard Tauber. Questo fece di lei non soltanto una star assoluta, ma soprattutto la partner ideale di Tauber, assieme al quale costituì una coppia leggendaria e diede luogo a spettacoli memorabili nel Metropol Theater, la sala che oggi ospita la Komische Oper. La Schwarz alternò opera ad operetta: fu Octavian a Salisburgo nel ’29, Tosca a Parigi e, nel 1938, Lady Macbeth a Glyndebourne.
Ebrea, in quell’anno tragico fuggì dalla Germania, stabilendosi prima in Inghilterra e successivamente negli Stati Uniti, dove continuò la carriera e da dove si affrettò a tornare in Europa subito dopo la fine della guerra. Fu una rinomata insegnante e morì a Vienna nel 1964.

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4 risposte a La regina del Metropol Theater

  1. Amfortas ha detto:

    Richard Tauber, che gran tenore!
    E che tristezza pensare alla fine ingloriosa che ha fatto l’operetta…qui a Trieste dopo che ci hanno spacciato per “festival” manifestazioni che prevedevano…un titolo, quest’anno mi sa che staremo a secco per i tagli al FUS.
    Non male, davvero.
    Ciao.

    • winckelmann ha detto:

      E’ vero, data in mano a cantanti di quarta categoria e registi da show del sabato sera l’operetta è stata fatta morire nell’indifferenza. Eppure quanta musica splendida si trova in questo repertorio. Io ho una passione per Emmerich Kalman, sarà perché fu assistendo a una splendida rappresentazione della “Principessa della Czardas” che mi si aprirono gli occhi su questo mondo che fino allora anch’io avevo considerato con un po’ di spocchia.

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