L’eredità

Me lo dico tutte le volte che prima di dire di si dovrei sempre prender tempo e pensarci qualche mese. Ma il mio cotè archivistico sommato al mio cotè collezionistico sommato al mio cotè melomaniaco questa volta mi hanno tirato uno scherzo di quelli imponenti, così che adesso ho l’impressione nemmeno troppo vaga di essermi messo nei pasticci.
La faccio breve: a occhi chiusi ho accettato un’eredità. Sorvolo sui dettagli, dico solo che quando mi è stato chiesto se la volevo non sono stato lì a chiedere cosa e quanto e come, ma preso dal sacro fuoco della conservazione ho accettato con gioia. Il problema è che questa cosa che ho accettato è un’intera collezione di vhs di opera, tutto materiale originale e in perfette condizioni, la cui consistenza a una stima sommaria dovrebbe essere di qualche centinaio di pezzi. E’ una raccolta messa su in anni di lavoro appassionato da una persona che non c’è più e che io non ho nemmeno mai conosciuto. E adesso che faccio?
Non possiedo nè ho intenzione di possedere nè tv nè videoregistratore. Tolte poche cose che ho già in dvd e quelle che proprio non mi interessano, ho pensato che una parte del materiale potrei trasferirla in digitale. Viste le quantità, dovrei comunque fare io questo lavoro, non essendo pensabile di farlo fare a qualche laboratorio esterno. Ma poi? L’idea di buttare via i supporti originali mi spezza il cuore, ma chi può essere interessato a conservare una cosa del genere?
Si accettano consigli, suggerimenti, semplici attestazioni di solidarietà.

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3 risposte a L’eredità

  1. marcoboh ha detto:

    dopo il riversamento in digitale, potresti ragalarla a qualche biblioteca. o a un istituto musicale. ci sarà qualcuno, magari in provincia, cha ha interesse a una collezione così. e che ha pure il videoregistratore…

  2. cacioman ha detto:

    L’unico modo per conservare nel tempo è rigenerare.
    Quindi sì al digitale che in più separa supporto (DVD, HD, Memory Card) dal formato (mpeg, vmi, ecc.).

    Farlo da soli è un lavoraccio, mi avevano prestato un accrocchio inutilmente complicato della Philips con cui ho riversato i VHS dei primi anni dei miei figli, ancora soffro. Se puoi, paga un laboratorio.

    Per quanto riguarda le vecchie cassette rimaste, cassonetto della plastica.
    Nessuno le rivedrà mai più su quel supporto e tra 10/20 anni la registrazione video sarà completamente smagnetizzata (credo).Magari non lo fare subito e metti tutto in uno scatolone che tieni in cantina, ma tra 10 anni il loro destino è il cassonetto.

    Per il digitale, naturalmente YouTube (e di corsa). Nessun supporto fisico casalingo (DVD, HardDisk, ecc.) può reggere il confronto di stabilità di questi colossi (anche se magari poi falliscono dall’oggi al domani).

    Altre soluzioni :
    – fare come hanno fatto i parenti del caro estinto da cui hai ereditato: (dopo aver digitalizzato le cassette) trovi un altro appassionato (tedesco, quelli quando fanno qualcosa la fanno bene e fino in fondo) a cui trasferire il tuo senso del dovere.
    – ebay (finisce che ci guadagni pure qualcosa)
    – abbandonarle in un cesto lungo le rive del Nilo (da cosa nasce cosa)
    – distribuire il compito a tanti altri appassionati (un po’ per uno non fa male a nessuno e ognuno poi si responsabilizza con l’opera in questione; io per me blocco “La Pazzia Senile” ci sta?)

    Per quanto riguarda il conforto: chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
    🙂

  3. winckelmann ha detto:

    @marco: in effetti ho pensato alla soluzione biblioteca, forse ho anche trovato qualcosa.
    @cacio: appassionato tedesco eh? le cassette arrivano da Heidelberg. Il problema dell’affidarle a un laboratorio è solo e unicamente la quantità. vabbè, non ho fretta, a parte il capire dove diavolo metterle nel frattempo. Studierò una soluzione. Nella trentina di vhs che ho ricevuto finora La pazzia senile non c’è, ma vista l’ampiezza dei gusti della signora ex proprietaria è anche possibile che nelle altre la troviamo. Prometto che te la metto da parte.

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