Emmanuel Ceysson per 80 fortunati

C'è un posto incredibile a Venezia, sconosciuto a tanti, in anni recenti recuperato da una benemerita fondazione che vi ha istituito il proprio Centre de Musique Romantique Française. Al Palazzetto Bru-Zane si accede da uno di quei giardini nascosti da un alto muro di cinta, spesso invisibili ai passanti. Piccolo edificio costruito a servizio del... Continue Reading →

Alla Scala senza voce

Conoscevo una signora che ogni volta che entrava alla Scala, per l'emozione perdeva la voce. Quando lo raccontava io ero scettico e tendevo in generale a fare un po' di tara alle sue affermazioni. Essendo nata e avendo trascorso l'infanzia a Milano, aveva come cavallo di battaglia del suo repertorio il racconto di quando, bambina,... Continue Reading →

Se Sparta piange…

Chissà se è una coincidenza, ma anche la svolta a destra dell'Olanda si inaugura con una feroce sforbiciata alla cultura. Il nuovo governo vuole chiudere il Muziekcentrum van de Omroep, provvedimento che comporterebbe l'azzeramento delle tre orchestre e del coro della radio olandese, nonchè la chiusura di una delle più importanti biblioteche musicali d'Europa. Sarebbe una perdita... Continue Reading →

Lillian Nordica consiglia

Al momento di entrare in scena faccio quello che ho studiato, che ho imparato e che ho osservato, perché l'arte consiste nel copiare la natura. Senza un repertorio di gesti già nel dettaglio preparati, cosa si potrebbe fare? Certo, non mettersi comodi affidandosi all'ispirazione del momento. Con ciò non voglio dire che ci si debba... Continue Reading →

Lodoïska, Cherubini e la palpebra pesante

Non ho dormito, no, a questa Lodoïska konzertant, come si dice in Germania. Ma nonostante la buona esecuzione sono uscito dal teatro chiedendomi cosa ci sentissero i parigini per fare tanto strepito nel 1791. E il pubblico di tutta Europa, che se la delibò almeno fino al 1850. E Beethoven, Schubert, Mendelssohn, che pare ne andassero... Continue Reading →

Per sempre La Stupenda

Cara Joan, non credo che questa confidenza ti dispiaccia, soprattutto adesso che sei in un mondo dove certe formalità di sicuro hanno ben poca importanza. Sullo stereo sta girando The art of the Prima Donna, il tuo primo vero disco, quello che ha fatto conoscere Joan Sutherland al mondo e che hai registrato proprio nel 1960,... Continue Reading →

L’eredità

Me lo dico tutte le volte che prima di dire di si dovrei sempre prender tempo e pensarci qualche mese. Ma il mio cotè archivistico sommato al mio cotè collezionistico sommato al mio cotè melomaniaco questa volta mi hanno tirato uno scherzo di quelli imponenti, così che adesso ho l'impressione nemmeno troppo vaga di essermi... Continue Reading →

Sbadigli pomeridiani

Sono di quelli che a teatro ci vanno coi compiti fatti. Per questo, visto che mercoledì sera sentirò la Lodoïska di Cherubini alla Fenice, approfitto di questo pomeriggio casalingo per ascoltarmela. I cd sono quelli della produzione della Scala di una ventina d'anni fa, con Muti Devia Corbelli eccetera: quando la vidi in teatro, ne... Continue Reading →

Una signora perbene

Quando E.M. Forster (quello di Camera con vista) la sentì a Dresda nel 1905,  non provò nemmeno a trattenere il suo entusiasmo: She towered. She soared. Force, weight, majesty! She seemed to make history. Marie Wittich era dal 1889 primadonna assoluta all'Opera di Corte di Dresda. Specializzata in ruoli da peso massimo con Brünnhilde in testa,... Continue Reading →

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