La diva dimenticata

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La prima cosa che ho pensato quando ho trovato questa fotografia è stata: troppo malmessa. E’ una cabinet card del fotografo viennese Pietzner, malamente ritagliata, con un angolo spezzato e con la superficie un po’ abrasa. L’immagine ebbe una certa diffusione perchè fu stampata anche su cartolina postale, assieme a una serie di altri scatti (ne mostro uno in questo post) che, come questo, ritraevano la cantante di origine boema Lucie Weidt in costume di Isolde.
Il fatto è che la foto è splendida, e se anche è relativamente probabile recuperarne prima o poi la versione su cartolina (proprio stamattina ne ho acquistata un’altra della serie), di certo non so quando mi sarebbe capitato di trovarla nella versione più propriamente fotografica. E così l’ho acquistata comunque, poco impressionato dal fatto che sia autografata ma allettato da quell’indicazione “New York” che consente di datare lo scatto agli anni precedenti il 1910. Nella stagione 1910-11, infatti, Lucie Weidt fece la sua unica apparizione al Metropolitan, dove cantò sia la Brünnhilde della Valchiria sia quella del Sigfrido, Elisabeth del Tannhauser e dove apparve in vari concerti.
Uno strano destino quello di Lucie (o Lucy come spesso si firmava) Weidt: una carriera lunga e imponente, una presenza stabile all’Opera di Vienna durante e dopo lo storico decennio della direzione di Gustav Mahler, apparizioni come ospite a Londra, Milano, Roma, Buenos Aires, New York, e poi, dopo il ritiro dalle scene, un progressivo calo della popolarità, che ha portato il suo nome ad essere oggi quasi sconosciuto rispetto a quello di altre colleghe alle quali fu considerata assolutamente pari.
Nata a Troppau nel 1879, studiò a Vienna con Rosa Papier, rinomato mezzosoprano formatasi con una delle più celebrate insegnanti dell’Ottocento, Mathilde Marchesi, a sua volta allieva di Manuel Garcia jr. Dalle poche registrazioni della Weidt emerge chiarissima la sua discendenza diretta dalla scuola vocale più pura dell’Ottocento. Nel breve frammento dal Sigfrido inciso nel 1909 che si può ascoltare qui (scendere nella pagina fino a “recordings”) la purezza del timbro e dell’intonazione sono eccezionali, così come sembra venire da un’epoca assolutamente perduta il bellissimo trillo che la Weidt esegue verso la fine del brano.
Dopo il debutto a Lipsia nel 1900 e il passaggio all’Hofoper di Vienna nel 1903, la Weidt divenne una colonna portante del repertorio del teatro negli ultimi anni dell’era Mahler: qui condivise la maggior parte dei ruoli di soprano drammatico con la grande Anna Bahr von Mildenburg e partecipò a un numero impressionante di prime esecuzioni. Nel 1906 fu Lisa nella prima viennese della Dama di picche di Ciaikowskij, nel 1911 la Marescialla nella prima viennese del Cavaliere della rosa, nel 1914 Kundry nella prima viennese del Parsifal. Lo stesso anno cantò Kundry anche nella prima italiana alla Scala, mentre al Costanzi di Roma sarebbe stata chiamata più tardi, nel 1920, per interpretare Isotta nel Tristano.
A Vienna la Weidt fu presente in due storiche produzioni: nell’ottobre 1904 cantò Leonore nel Fidelio diretto da Gustav Mahler, quello nel quale per la prima volta il direttore boemo introdusse la prassi, poi divenuta tradizione, di interpolare prima del finale l’ouverture Leonore III. Infine, e qui un brivido mi corre lungo la schiena, il 10 ottobre 1919 la Weidt fu in scena come Amme nella prima rappresentazione assoluta della Donna senz’ombra di Richard Strauss, a fianco di Maria Jeritza (l’Imperatrice) e Lotte Lehmann (la moglie del tintore).
Tutto questo premesso, era chiaro che non potevo lasciare lì questo povero resto di cabinet card. Per la cronaca, Lucie Weidt si ritirò dalle scene nel 1927, dopo 24 anni di presenza ininterrotta a Vienna nel corso dei quali apparve in una quantità impressionante di ruoli, da Agathe nel Franco cacciatore a Desdemona nell’Otello, dalla Contessa nelle Nozze di Figaro a Santuzza in Cavalleria rusticana, fino alla terribile Kostelnicka di Jenufa. Sposata a un nobile diplomatico, si diede all’insegnamento e morì a Vienna il 31 luglio 1940.

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4 risposte a La diva dimenticata

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