Il cavaliere muto

L’idea di trasformare un’opera in un film muto sembra andare contro ogni criterio di logica apparente. Eppure né Richard Strauss, né Hugo von Hofmannsthal si lasciarono spaventare da questa considerazione quando, quindici anni dopo la prima del loro Der Rosenkavalier, accettarono di scrivere colonna sonora e adattamento per uno dei primi kolossal cinematografici della storia del cinema, affidato per la regia a Robert Wiene (quello del Gabinetto del Dottor Caligari).
L’opera aveva debuttato all’Opera Reale di Dresda il 26 gennaio 1911; nello stesso teatro ebbe luogo, il 10 gennaio 1926, la prima del film, con Richard Strauss sul podio a dirigere la colonna sonora. Nello stesso teatro, infine, il 6 settembre 2006 è stata presentata la ricostruzione del film, mentre come la prima volta la Staatskapelle eseguiva dal vivo la lunga partitura straussiana. Questo dvd, pubblicato dal Filmarchiv Austria presenta la pellicola restaurata abbinata alla registrazione audio di quella sera a Dresda.
Il libretto di Hofmannsthal ha tutto quello che non ci vuole per una sceneggiatura cinematografica con ambizioni spettacolari, a cominciare dall’ambientazione in tre soli interni fino naturalmente al risolversi principalmente in un meraviglioso intreccio di conversazione, che il cinema muto non può certamente riprodurre. Il passaggio forzato per trasporre l’opera sullo schermo, fu quindi quello dalla conversazione all’azione. Moltiplicati gli ambienti, portate moltissime scene in esterni, introdotte digressioni e varianti come le parti girate nel palazzo di Ochs o le scene di battaglia di cui è protagonista il marito della Marescialla, che nell’opera neppure appare, il film assume una fisionomia sua propria, notevolmente diversa da quella dell’originale. Scene e costumi, bellissimi, sono di Alfred Roller, principale scenografo dell’Opera di Vienna durante la direzione di Gustav Mahler. La partitura di Strauss, infine, utilizza principalmente materiale dell’opera ma ricorre anche a un buon numero di musica composta per l’occasione.
Nonostante il clamoroso successo della pellicola, la sorte di questo film fu simile a quella di altri capolavori del cinema muto. Rulli di pellicola incompleti e spezzoni isolati sopravvivevano nei musei di mezzo mondo, assieme a una grande quantità di strepitose foto di scena. Il restauro è consistito principalmente nel ricomporre i frammenti recuperati con un lungo lavoro di ricerca, che non è però servito per rintracciare il finale del film. E così nel dvd gli ultimi 15 minuti scorrono come un incompleto mosaico, realizzato posizionando sulla partitura musicale i pochi spezzoni rimasti e le foto di scena corrispondenti ai pezzi perduti. Il risultato è comunque spettacolare: anche da muto questo Cavaliere resta un capolavoro.

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